Grazie Alba, per l’esempio di vita che ci hai lasciato e per il tuo impegno che continua a ispirarci e speriamo possa accendere ancora tanti cuori e generare nuova solidarietà e speranza.
Il 26 maggio, Alba avrebbe compiuto 103 anni. Storica sostenitrice di AFN, ha vissuto la sua lunga vita all’insegna della fede concreta e della prossimità. Poco prima di morire, nel 2024, ha effettuato a nome del gruppo che rappresentava, l’ultima donazione per i bambini del Sostegno a Distanza. Aveva attivi cinque sostegni portati avanti insieme alle persone del gruppo con cui si incontrava per “la Parola di Vita”: raccoglievano, euro dopo euro, la quota annuale per accompagnare bambini e famiglie in difficoltà inseriti nei progetti di AFN. Anche in questo modo, avevano la possibilità di vivere il Vangelo che per Alba è sempre stata una scelta di impegno sociale, concreto e quotidiano.
Con il suo entusiasmo e impegno contagioso, riusciva a coinvolgere tanti: “A noi non manca niente, ma ci sono bambini che muoiono di fame. Dobbiamo aiutarli”, diceva. Le persone avevano compreso profondamente il valore del contributo di ciascuno nel portare avanti tale missione e ognuno partecipava con quello che poteva, anche con poco, ma che insieme agli altri acquistava un grande valore. Quando Alba ha compiuto 80 anni ha messo un contenitore al centro del tavolo invitando, piuttosto che a farle un regalo, a ricordarsi con una donazione dei bambini del sostegno a distanza; quando ci ha lasciato, un anno fa, anche i figli hanno desiderato fare altrettanto, in sua memoria.
Una volontaria del suo gruppo racconta: “I bambini sostenuti pian piano sono diventati parte della comunità. Alba ne ricordava i nomi, le storie, i progressi… Leggeva le letterine e gli aggiornamenti dai progetti ad alta voce e con affetto diceva : “Paul ha fatto la Prima Comunione”; “Quest’altro è passato alle superiori”. Pian piano il gruppo si è allargato diffondendo in tutto il quartiere i valori della solidarietà e fraternità.
Quando era arrivata tanti anni prima, appena sposata, in quella zona non c’era nulla. Neanche la chiesa e per questo Alba aveva cominciato a sensibilizzare e coinvolgere le persone del posto, per poter affittare insieme un garage dove un sacerdote che avevano chiesto al vescovo potesse dire la Messa. Così si è formato il gruppo della Parola di Vita, prima piccolo, poi sempre più grande finché è nata anche una bella comunità, è stato possibile costruire una vera chiesa e fare anche tante attività di cui l’ispiratrice era sempre lei, con la sua capacità di smuovere cuori e coscienze.
Sono tanti gli ambiti che l’hanno vista impegnata nella sua lunga vita fruttuosa come volontaria del Movimento dei Focolari. Aveva iniziato il suo cammino di fede con l’Azione Cattolica, divenendone anche responsabile ma successivamente era stata colpita dalla radicalità con cui Chiara Lubich viveva il vangelo e seguendo l’ Ideale della spiritualità dell’unità, anche lei lo ha incarnato ogni giorno in tutte le attività che svolgeva e che cercava di umanizzare con umiltà.
L’amore per i bambini del sostegno a distanza è una delle sue eredità più belle. Come dice ancora una delle sue amiche: “Alba è stata per me e per tutte una seconda mamma, e continua a essere un grande esempio per tutte le volontarie, spose e madri; ci ha insegnato che anche con poco, insieme, si può fare tanto. E così quando sono andata in pensione, invece del regalo, anche io ho desiderato fare come faceva lei, mettendo quel cestino al centro del tavolo per ricevere, anziché un regalo, un pensiero per i bambini meno fortunati e aderire a un progetto più grande”.



