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STORIE DI RELAZIONE

Una sorpresa continua

da | Feb 6, 2024

Tiziana e Daniele vivono in provincia di Vicenza e sono genitori di 3 figlie, oramai adulte, alcune sposate e mamme. Circa 20 anni fa, quando le bimbe erano ancora piccole hanno avviato, condividendo con loro il tutto, un percorso di “adozioni a distanza” con AFN Onlus. Una scelta che nel tempo di pochi anni li ha portati a supportare costantemente 12 sostegni, 6 in Asia e 6 in Africa. E che lo scorso mese (gennaio 2024) ha riservato loro una grande sorpresa, potendo conoscere più da vicino il progetto Thailandia e incontrare una delle bambine sostenute a distanza, la sua famiglia e la comunità.  

Non è stato sempre facile poter garantire un costante supporto a questi bambini vulnerabili inseriti nei progetti, ma è stata senz’altro un’occasione di crescita come famiglia. “Abbiamo deciso di concentrare le contribuzioni in 2 diversi momenti dell’anno, a gennaio ed a luglio, – raccontano – questo per consentirci di utilizzare due momenti importanti della vita di famiglia dove tendere all’essenziale. Natale con i suoi regali, i suoi sprechi, e l’estate con le vacanze, erano due momenti importanti per ridurre le nostre spese, anche in modo significativo, puntando all’essenziale per poter dare l’essenziale a chi non ce l’aveva. E tutto questo condividendolo in famiglia.

Nel corso di questi 20 anni la nostra famiglia ha vissuto dei momenti economico-finanziari molto difficili, dove anche il singolo euro era fondamentale, abbiamo tagliato tanto, a volte c’era anche la difficoltà di mettere assieme i soldi per le esigenze primarie. Più volte siamo stati vicini a dover interrompere i nostri sostegni, ma ogni volta la Provvidenza interveniva, e questo per noi è stato  il frutto delle preghiere che salivano dalle comunità che erano oggetto del nostro sostegno.

Ricevere le lettere prima e le mail poi, con le foto, i disegni, le letterine ci ha sempre dato tanta energia per andare avanti, ma soprattutto erano le frasi che chiudevano le letterine che ci davano la forza di sentirci “amati”. Sempre un ringraziamento a noi, una preghiera per noi, ed erano queste preghiere che spingevano la Provvidenza nella nostra direzione, ne siamo certi.

Ora la situazione economico-finanziaria della nostra famiglia si è completamente ribaltata, concedendoci anche l’opportunità di realizzare, di tanto in tanto, quel sogno di viaggiare nel mondo, che io e Tiziana abbiamo sempre avuto. Quest’anno (gennaio 2024) abbiamo quindi programmato una vacanza in Thailandia, per un tour che ci portasse a conoscere e vivere quella terra, partendo da Bangkok per poi risalire verso il nord, fino a Chiang Mai.  

A dicembre riceviamo il consueto aggiornamento relativo a 2 sostegni in corso proprio in Thailandia, e leggendolo, ora che cominciavamo a conoscere meglio qualche nome di località Thailandese, ci colpisce il fatto che la lettera è datata:  Chiang Mai, Dicembre 2023.

Chiang Mai, pensare che saremmo passati di lì e che lì c’erano persone che avevamo dentro il nostro cuore ci ha spinto a contattare Susi che è la responsabile del progetto AFN in Chiang Mai.Fi no a quel momento non avevamo mai scritto o pensato di poter incontrare qualcuno legato ai vari sostegni che seguivamo, anche perché ci siamo sempre resi conto che è estremamente delicato l’argomento di un incontro con i bambini/ragazzi e/o le loro famiglie beneficiari dei progetti.

Per noi i sostegni sono aiuti a comunità, a situazioni difficili, non necessariamente alla singola persona, anche se vedere negli anni i successi di ragazzi che crescono, studiano ed in alcuni casi sono giunti a diplomarsi ha sempre dato tanta gioia. D’altro canto leggere a volte delle difficoltà da parte di alcuni bambini di continuare nel percorso di sostegno, per varie motivazioni (famiglia che si sposta, ingresso precoce nel mondo del lavoro, ecc..) ci ha sempre fatto capire quanto impegnativo sia il lavoro di chi opera sul posto.

A Susi Tonti, referente del progetto, chiediamo se fosse possibile incontrarci, noi e lei, per conoscerci, per scambiarci un po’ di esperienze personali, per “legarci nell’anima”.

Poi, inaspettatamente, Susi ci scrive che per la specifica situazione ritiene possibile l’incontro anche con la bambina e la sua famiglia che sosteniamo a distanza. Ci sentiamo emozionati ma al tempo stesso preoccupati: non vorremmo eventualmente rischiare di interferire in una situazione di vita complessa, o di apparire come “quelli che aiutano economicamente”, però ci affidiamo alla sensibilità di Susi che sicuramente ben conosce la situazione. Il tempo per fare il tutto c’è perché il sabato mattina noi saremmo stati liberi da ogni attività, prima di riprendere l’aereo al pomeriggio che ci avrebbe riportato in Italia.

Ed arriva il 27 gennaio, sabato, quando alle 09,00 del mattino arrivano nell’hotel dove alloggiavamo, a Chiang Mai, Susi, e i collaboratori del progetto: Dina e Ruthman. Già vederli arrivare in 3 ci fa sentire particolarmente amati. Durante il percorso in auto ci presentiamo, raccontandoci un po’ delle nostre vite e dell’incontro che andremo a fare.  Le vite di Susi, Dina e Ruthman sono per noi una sorpresa continua e scopriamo assieme anche molti punti di “contatto” con persone conosciute.

Dopo una mezz’ora d’auto arriviamo all’atteso incontro e con estrema sorpresa scopriamo che ad attenderci non c’è solo una bambina con la sua famiglia, ma un’intera comunità, con le bambine in abiti tradizionali, e tanta gioia ed emozione anche da parte loro. L’incontro è stato un flusso continuo di emozioni nei nostri cuori, non sapevamo cosa fare e cosa dire.  Il canto che le bambine ci hanno offerto, gli scambi di attenzioni  reciproche, favorite da Dina che si è resa interprete tra le lingue italiana e thailandese, tutto questo ha fatto si che ci sentissimo parte di quella comunità.

Ci hanno salutato con la recita di una Ave Maria da parte delle bambine, in lingua thailandese, come ringraziamento ed augurio per il nostro viaggio di ritorno in Italia e nel nostro percorso di vita. Questa Ave Maria ha fatto esplodere dentro il nostro cuore quell’emozione legata al ricordo dei nostri momenti difficili, quando facevamo tanto affidamento anche alle preghiere che sentivamo venire forti da tutte le persone coinvolte nei nostri sostegni.

Al ritorno, in auto, con Susi, Dina e Ruthman abbiamo continuato la condivisione di quanto vissuto e delle nostre esperienze di vita, sentendoci sempre più ‘famiglia’ ”.

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