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STORIE DI RELAZIONE

Chernihiv: città di leggende e di forza

da | Mar 1, 2023

Iryna è una fotografa che, come tutti gli ucraini, fino a febbraio 2022 viveva una vita ordinaria, pianificando servizi fotografici e nuovi progetti, ma il 24 febbraio 2022 ha cambiato tutto. La mattina è iniziata con sirene ed esplosioni e tutta la sua vita si è spostata nel seminterrato, dove anche  la sua amica è venuta ad abitare. Insieme hanno vissuto gli orrori di febbraio. All’inizio erano sicuri che sarebbero bastati 2-3 giorni, una settimana e sarebbe finita. Poi è arrivato il panico totale perche’ la situazione non stava cambiando in meglio, ma solo peggiorando. La comunicazione è scomparsa e sembrava che la vita stesse scomparendo con essa. Paura e incertezza per il futuro. Ma il desiderio di sopravvivere l’ha costretta a lasciare la città. Il giorno dopo, un aereo nemico ha sganciato una bomba vicino alla casa e allora si è resa conto di aver fatto la cosa giusta, l’evacuazione equivale alla salvezza. Non c’era la possibilità di scegliere dove andare per l’evacuazione, sarebbe andata ovunque l’avessero portata, solo per essere al sicuro. Poi un lungo viaggio verso i genitori che ogni giorno si preoccupavano, chiamando e pregando. 

       Quando gli invasori sono stati cacciati dalla regione di Chernihiv, la signora Iryna era combattuta per il suo gatto, la sua casa e i suoi beni. Dopo aver aspettato un po’ di  tempo, Iryna e’ tornata a casa, dove tutto era stato sconvolto dall’esplosione. Tutte le cose, le decorazioni murali, i pavimenti, i radiatori, i mobili, tutto sembrava essere stato messo in un tritacarne, tutto mescolato. Prima di tutto, ha ritrovato il gatto (era scappato dalle esplosioni), poi ha pensato perché fosse successo tutto questo e le e’  venuta la disperazione. Sembrava che in quelle rovine fosse rimasta un’anima spezzata.

“Non avevo la forza di fare nulla. Ho dovuto cercare un nuovo posto dove vivere, dove ai proprietari non importasse che io  avessi un animale. Ma non avevo energia per nulla. All’inizio ho spostato alcune delle mie cose dai miei vicini, poi ho trovato una casa permanente. Ma è stato molto difficile adattarsi alla vita normale e non avevo ispirazione per la creatività”.

Come racconta Iryna, è stata salvata dalla sua attività preferita e dalla sua fede nella vittoria. Vede solo il bello attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, ed è questo che la salva. Ogni servizio fotografico la riporta alla vita normale un passo più vicino.  Ogni residente di Chernihiv avra’ bisogno di tanto tempo per riprendersi dalla guerra, ma ognuno sceglie il proprio percorso di riabilitazione.

“Sono molto grata che lo psicologo mi abbia accompagnato con un percorso. È la prima volta che vedo uno psicologo. Mi sono sentita molto più tranquilla”.

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