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Mozambico: prepararsi alla ricostruzione
Nei giorni scorsi una violenta alluvione ha colpito lāAfrica sudorientale, in particolare la parte centrale del Mozambico. Siamo in contatto con membri del Movimento dei Focolari nelle zone di Beira e di Chimoio. Alcuni di loro gestiscono una missione di circa 500 persone che ospita un centro di recupero (Fazenda da EsperanƧa), una scuola, due college ed un ospedale.Ā
In questo momento tutta la missione ĆØ sommersa dallāacqua ed isolata, senza acqua potabile, luce e cibo. Fortunatamente non ci sono stati morti, ma nei dintorni ci sono state parecchie vittime. La Caritas e le autoritĆ stanno lavorando per raggiungere le zone isolate per portare cibo e generi di prima necessitĆ .
Ma la sfida più grande arriverĆ quando lāacqua sarĆ scesa e quando ā come afferma Mons. Dalla Zuanna, vescovo di Beira, āsi dovrĆ iniziare la ricostruzione e le luci dellāemergenza si saranno spente.ā
Per questo il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari si ĆØ attivato per raccogliere contributi ed impiegarli per assistere la popolazione sul posto.
Ildo Foppa, responsabile missione Dombe, ci ha mandato un Ā messaggio.
āQui abbiamo quattro case di recupero, una scuola agricola e un centro diurno, che sono stati completamente sommersi dallāacqua. Abbiamo perso tutto: mobili, documenti, animali, trattori. Ora siamo alloggiati nel nostro piccolo ospedale, che si ĆØ salvato insieme alla chiesa, alla casa delle suore e al collegio.
Ci stiamo prendendo cura di 1.300 persone ospitate in due scuole. I bisogni sono molti. Abbiamo bisogno soprattutto di tende, cibo, coperte, barche semplici per attraversare il fiume.
Intorno alla nostra missione molte persone sono morte, soprattutto bambini. Sono molti di più di quanto è stato comunicato. Quando il livello delle acque si è abbassato, sono stati trovati dei corpi appesi agli alberi.
Ieri ho trovato per strada un giovane disperato, che non sapeva dove andare, cercando chissĆ chi. Quando mi ha raccontato la sua storia non sono riuscito a trattenermi, lāho preso con me e lāho portato alla missione a vivere con noi: āLe acque sono salite allāimprovvisoā, mi ha detto. āHo preso il mio bambino di otto mesi, mia moglie e i miei due fratelli e siamo saliti su un albero. Improvvisamente lāalbero ĆØ caduto e li ho visti uno per uno trascinati via dallāacqua. Solo io mi sono salvato, perchĆ© mi sono aggrappato ad un tronco. Sono rimasto 30 ore nellāacqua, a tre miglia da casa miaā. Il suo nome ĆØ Silvestre e ha 22 anni.
Storie come questa ne ascoltiamo continuamente.
Restiamo qui, decisi ad aiutare questa gente che giĆ prima soffriva molto. Ma qualcosa mi dice che un gran bene ci aspetta. Vi chiediamo di pregare affinchĆ© abbiamo salute e forza sufficiente per andare avanti in questa missione che Dio ci ha affidato. Un grande abbraccio!ā

