Prosegue da oltre trent’anni la collaborazione tra AFN e l’Institut de Rééducation Audio-Phonétique (IRAP), centro specializzato nell’educazione di bambini e adolescenti con problemi di udito fondato nel 1960 e situato ad Aïn, alla periferia di Biakout, a nord di Beirut. Riconosciuto nel 1975 come associazione senza scopo di lucro dal Ministero degli Affari Sociali e dal Ministero dell’Interno, l’IRAP rappresenta un punto di riferimento educativo e sociale per centinaia di minori in Libano.
La partnership con AFN, attiva dal 1995 attraverso il progetto di Sostegno a Distanza (SAD), permette oggi di accompagnare bambini di diverse nazionalità, libanesi, siriani e iracheni, provenienti da varie regioni del Paese, offrendo loro accesso all’istruzione e a un ambiente inclusivo.
Ma il contesto attuale è segnato da una nuova fase di instabilità. Come racconta Nicole Hélou, referente del team SAD Libano, i combattimenti rendono irregolare anche la riapertura delle scuole e dei laboratori. Oltre 20 bambini sostenuti a distanza sono stati costretti a lasciare le proprie case insieme alle famiglie e si trovano ora ospitati in centri di accoglienza o da parenti. Nonostante tutto, le loro condizioni sono al momento stabili.
Fin dai primi giorni della crisi, il team dell’IRAP ha attivato una rete di contatti con le famiglie per monitorare la situazione e intervenire nei casi più urgenti, soprattutto dove la perdita del lavoro giornaliero ha aggravato condizioni già precarie. Accanto al sostegno materiale, resta centrale l’ascolto e l’accompagnamento educativo e umano dei bambini e dei loro genitori.
Le attività scolastiche, sospese per diversi giorni, sono riprese solo parzialmente. Gli insegnanti hanno cercato di garantire continuità didattica con programmi da svolgere a casa, pur consapevoli delle difficoltà legate all’apprendimento online per studenti con sordità. Alla riapertura, l’équipe educativa ha scelto di dedicare tempo e spazio alla condivisione delle emozioni, in un clima segnato da paura, rabbia e dolore, acuiti anche da eventi drammatici come la morte di padre Pierre, vittima di un attacco militare.
Nonostante il clima di incertezza, la comunità educativa continua a essere un presidio di speranza. I ragazzi, accompagnati da insegnanti e volontari, sono stati coinvolti in attività di solidarietà a favore delle famiglie sfollate: preparazione di pacchi alimentari, raccolta e distribuzione di vestiti. Anche i più piccoli hanno partecipato a laboratori espressivi sulle emozioni e sulla pace, attraverso disegni, attività creative e momenti condivisi in lingua dei segni.
Parallelamente, l’IRAP è impegnato nel sostegno diretto a decine di famiglie colpite dalla crisi. Sono circa cinquanta i nuclei sfollati seguiti, ai quali vengono forniti beni di prima necessità come materassi, coperte, alimenti e prodotti per l’igiene. In alcuni casi, l’intervento è stato immediato per accogliere famiglie fuggite da zone particolarmente colpite, come la città di Tiro.
Le difficoltà restano però significative: l’aumento dei prezzi, la scarsità di risorse e la riduzione degli aiuti rendono ogni intervento più complesso. Eppure, accanto alle fatiche, emergono anche segni di solidarietà e di fiducia, come le donazioni spontanee che permettono di continuare ad aiutare chi è nel bisogno. Oggi, mentre la situazione resta incerta e i trasporti non sempre sicuri, le attività educative subiscono nuove interruzioni. Ma il personale dell’IRAP continua a mobilitarsi per sostenere le famiglie più vulnerabili, mantenendo viva una rete di prossimità e cura.
Nonostante tutto, si sceglie di continuare a educare, ad accompagnare, ad aiutare. Continuare a credere nella vita, anche in queste situazioni più difficili. La comunità locale conta sulle vostre preghiere e gli aiuti concreti di chi può, c’è bisogno di vicinanza e di preghiera, affinché si possa giungere al più presto a una pace giusta e definitiva in Libano, in Medio Oriente e in tutte le aree del mondo segnate dalla guerra.
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