Le emergenze che si propagano nelle società alimentano precarietà economica, sociale e valoriale, con ripercussioni sui bambini in termini di diritti e opportunità negate. Un motore di cambiamento risiede nelle famiglie; i cui valori costitutivi, come l’accoglienza e l’incontro, diventano risorse per riattivare i legami di prossimità e reciprocità. Il “prendersi cura” supera la dimensione familiare e si apre alla dimensione sociale; in questo senso, la genitorialità si manifesta nella protezione, nella guida e nella promozione del bambino e della comunità stessa.
Nei programmi di Sostegno a Distanza di AFN questa prospettiva viene incoraggiata attraverso attività specifiche per il supporto alla genitorialità, anche per i nuclei monoparentali. Il primo passo è accompagnare le famiglie, e in particolare le donne, ad uscire dall’isolamento, metterle in relazione e instaurare circoli di fiducia e reciprocità. I percorsi formativi seguono due direttrici. Da un lato, con l’obiettivo di potenziare le competenze e incoraggiare la loro autonomia, si realizzano corsi professionali, corsi di alfabetizzazione, accompagnamento presso i servizi sanitari e legali, seminari sull’economia domestica. Dall’altro, l’obiettivo è promuovere il rafforzamento del tessuto famigliare, attivando percorsi di prevenzione da situazioni di pericolo – dipendenze, abusi e violenze domestiche; e sostenere la genitorialità positiva, in quanto approccio educativo che rispetta le diverse fasi dello sviluppo dei bambini e dei loro diritti. Monica, referente del progetto di Sostegno a Distanza “Argentina – Emmanuel”, spiega: “affinché i bambini siano in grado di svilupparsi pienamente e integralmente, hanno bisogno dell’accompagnamento della loro famiglia, di un ambiente amorevole, sicuro e libero dalla violenza che possa promuovere e migliorare questo sviluppo. Per questo motivo, e data la nostra esperienza, riteniamo importante fornire strumenti alle famiglie in modo che possano rafforzarsi e rafforzare il loro ruolo nell’educazione dei figli”.
La Fondazione Emmanuel, dal 2001 partner di AFN, ha promosso nel 2024 il rafforzamento di oltre 160 famiglie. Il Centro Comunitario Tía Kikí, situato a Colonia Urquiza, zona periferica della città di La Plata, provincia di Buenos Aires, è uno spazio di incontro e formazione sull’educazione dei figli e sui processi di cambiamento che contribuiscono a migliorare la qualità di vita nella comunità. Le famiglie iscritte al Centro sono, spesso, provenienti da Paesi limitrofi (Bolivia, Paraguay e Perù), vivono in piccole case di legno e lamiera, con pavimenti in terra battuta. Le famiglie vivono isolate, con scarse possibilità di accesso ai servizi essenziali. Spiega Monica che la loro partecipazione è importante proprio perché prendano consapevolezza della loro vulnerabilità prima che le difficoltà peggiorino. Dare loro gli strumenti per accompagnare la crescita dei figli consente di trattare in modo preventivo e tempestivo le situazioni di maggiore rischio. L’obiettivo viene perseguito attraverso l’allestimento di uno spazio di orientamento e ascolto; laboratori di genitorialità positiva sui diritti dei bambini con il supporto di professionisti esperti in varie discipline – comunicazione e linguaggio; modelli di attaccamento; tempo di qualità con i bambini; criticità tipiche dell’adolescenza; promozione dell’autostima e del benessere fisico; laboratori professionali – cucina; artigianato; cucito; ecc. La Fondazione realizza, inoltre, incontri periodici con le famiglie, al fine di favorire la costruzione di legami di solidarietà e lo scambio tra le diverse culture che convivono sul territorio, e percorsi personalizzati di tutoraggio per il rafforzamento del legame genitore-bambino.
Carmen, mamma single di 6 figli, è testimone di questo percorso di cambiamento. Cinque anni fa è arrivata a Colonia Urquiza per lavorare in una fattoria, senza sapere né leggere né scrivere. Nonostante i numerosi tentativi di coinvolgimento, per i primi quattro mesi Carmen non ha mai partecipato alle attività della Fondazione, aveva difficoltà a relazionarsi con gli altri e non riusciva a guardare le persone negli occhi. Gli operatori della Fondazione Emmanuel hanno facilitato la creazione di una rete di supporto con i suoi vicini di casa. Uno di loro si è offerto di accompagnarla una volta a settimana alla Fondazione e di riportarla per tempo al lavoro. In questo modo, Carmen ha iniziato a frequentare i laboratori di alfabetizzazione e di cucina. Racconta Monica: “Oggi Carmen sa leggere e scrivere e vende pane e dolci che ha imparato nel laboratorio di cucina, questo le permette di avere un po’ più di reddito. Il suo atteggiamento è cambiato, sembra più sicura di sé perché può leggere storie ai suoi figli e apprezza profondamente che i suoi figli studiano e imparano. La storia di Carmen mette in evidenza la sua solidarietà, prepara panini da condividere con le mamme nei laboratori, collabora alla preparazione delle merende per le feste. Ha invitato due persone che lavorano con lei nella fattoria al laboratorio di alfabetizzazione e ora anche loro possono leggere e scrivere”.
Questa riflessione avvalora il ruolo delle famiglie nella rete di relazioni tipiche del Sostegno a Distanza: non solo una famiglia che si impegna per il futuro di un bambino, ma famiglie che supportano altre famiglie ad adoperarsi per le proprie comunità. La famiglia che allarga i propri orizzonti promuove la genitorialità sociale e solidale, in grado di identificare i bisogni e concorrere alla creazione di una comunità consapevole e corresponsabile.
Sara Felici
