Le adozioni sono fatte di fili. A dire la veritĆ , allāinizio il filo ĆØ uno solo ed ĆØ quello che divide genitori e figli prima del loro incontro. Saltare questo filo ĆØ la cosa che più spaventa perchĆ© sia i genitori che i figli devono entrare in un territorio sconosciuto e in quel luogo privo di qualsiasi riferimento, devono poco alla volta imparare a riconoscersi e ad accettarsi. Ma le adozioni sono fatte di fili e questo riconoscersi e accettarsi, genera un secondo filo, che poi ĆØ quello con cui si comincia a tessere la relazione. Non ĆØ più sottile come quello che allāinizio divideva, anzi, cresce ogni giorno in forza.
Le adozioni sono fatte di fili perchĆ© poi te ne accorgi presto che non stai adottando solo una persona, ma tutta la sua storia. E quel filo che tu credevi fosse solo tra te e il resto della famiglia, allāimprovviso scopri che riguarda non solo quello che cāĆØ tra di voi, ma anche quello che cāĆØ stato prima. E prima cāĆØ stata una storia personale che non sempre puoi possedere nella sua interezza, ma anche quei frammenti che ti vengono consegnati da un ricordo o da un documento, sono pepite preziose per costruire il futuro di tuo figlio. Piano piano leghi uno con lāaltro ed ecco che hai tra le mani un altro filo, che questa volta non va scavalcato per raggiungersi, nĆ© va tessuto: va seguito. Poco alla volta, un passo dopo lāaltro, ti riconduce lĆ dove tutto ĆØ cominciato il giorno in cui tutti i componenti della famiglia sono entrati in un territorio sconosciuto per riconoscersi e accettarsi.
In noi la Colombia è entrata e non è più uscita. Non sono soli i ricordi dei giorni che ti hanno rovesciato la vita. à che quella che è stata la prima casa dei tuoi figli, scopri che in realtà è anche casa tua. A volte sul telefono vai a vedere che tempo fa a Bogotà e se continua a piovere tutti i pomeriggi come quando ci sei stato tu. Altre volte invece giri per la tua città e trovi un ristorante di cucina colombiana ed entri per sentire quegli odori che non sai descrivere ma che in cuor tuo fanno così tanto casa e allora ti porti a casa un vassoio di arepas per condividere a cena anche quel sapore che una volta era una felice scoperta e che invece adesso fa così tanto sensazione di casa.
Altre volte succede che tua figlia festeggi il compleanno ed allora inviti anche lāaltra famiglia italiana che era a BogotĆ con voi, la famiglia con cui avete condiviso la gioia e anche le difficoltĆ pesanti di quei momenti spesso in salita delle prime settimane insieme, una famiglia che però qui in Italia mica vive vicino a te. Eppure ogni volta che ci si abbraccia di nuovo ti rendi conto ancora di più che le adozioni sono fatte di fili che a volte si tendono ma che non si spezzano, se continui a curarli. Fili invisibili, fili resistentissimi.
Lāadozione ĆØ sempre un fatto corale nel quale nessuno basta a sĆ© stesso. Non servono solo i nonni o gli zii a cui a volte chiedere il favore di guardarti i ragazzi. Servono i fili delle relazioni con i compagni di scuola, con gli insegnanti, con i cugini, con i vicini: tutti fili che nemmeno pensavi potessero incontrarsi e che invece adesso si intrecciano. Fili che forse non finiscono mai e che cominciano lĆ , dove tutto ĆØ cominciato e dove un giorno speri di tornare. Tutti insieme, e stavolta non per costruire una famiglia, ma per tornare in quel luogo chiamato Colombia dove tutto ĆØ cominciato non solo per chi lƬ ĆØ venuto al mondo. Porto sempre nel cuore una suora conosciuta a BogotĆ . Al momento di ripartire per lāItalia, ci chiese se saremmo tornati presto. Lesse la risposta nei nostri occhi. Aggiunse solo questo: non sarĆ un problema non rivedersi. Resteremo comunque legati gli uni agli altri. Le adozioni sono fatte fili, ma non solo le adozioni.
Francesco Graziani



