Giù le mani dall’Africa!

Giù le mani dall’Africa!

Un percorso intrapreso per sostenere la riconciliazione dei popoli.

Papa Francesco ha viaggiato per cinque giorni nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan, che per la prima volta nella sua storia, ha accolto il capo della Chiesa Cattolica.

Quello appena conclusosi è per il Papa, il quarantesimo viaggio internazionale. Per questo viaggio il Papa decide di recarsi nella Repubblica Democratica del Congo ad appena due settimane dall’ attacco terroristico rivendicato dall’Isis in una chiesa pentecostale nell’est del paese.

Sia la RDC che il Sud Sudan sono tormentati da costanti attacchi terroristici e le loro popolazioni sono tra le principali vittime, in Africa, del cambiamento climatico. Un dramma che genera una continua crisi umanitaria su entrambi i territori. I flussi di migrazione interni ed esterni ai confini sono divenuti insostenibili e tutt’ora sono in forte aumento, perché la popolazione locale non essendo in grado di sostenere sé stessa nel contesto di estrema povertà e disagio sociale in cui versa, è costretta a migrare in cerca di condizioni di vita migliori o perlomeno più sostenibili

In entrambi i paesi circa i due terzi della popolazione vivono con meno di due dollari al giorno. Un dato sconcertante che pone entrambi i territori nella triste e cruda top10 dei paesi più poveri al mondo. Questo nonostante RDC e Sud Sudan siano relativamente ricchi di risorse naturali.

Il Papa ha incontrato sfollati e rappresentanti di organizzazioni umanitarie e parlato della necessità di far cessare le violenze che affliggono le popolazioni africane, In occasione della sua tappa a Kinshasa, il Papa non ha esitato ad alzare la voce per far sentire meglio, attraverso il suo, il grido di milioni di persone schiacciate oltreché da guerra e povertà, anche dal neocolonialismo capitalista che non risparmia nessuno davanti la possibilità di fare profitto.

In quell’occasione si è levato il monito: “Giù le mani dall’Africa!” Ed ancora “Basta soffocare l’Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare”.

Secondo il Papa le persone sono il bene ultimo e primo, quello più prezioso. E rivolgendosi alla popolazione della RDC: “Rialzati, riprendi tra le mani, come un diamante purissimo, quello che sei, la tua dignità, la tua vocazione a custodire nell’armonia e nella pace la casa che abiti”.

La Repubblica Democratica del Congo ha 108 milioni di abitanti, 5.6 milioni di sfollati interni, causati da conflitti inter-etnici e scontri fra esercito regolare e le numerose sigle combattenti. Nonostante la grande instabilità sociale, la RDC è protagonista di molteplici migrazioni da paesi limitrofi. Circa 530mila rifugiati arrivano dal Burundi e dalla Repubblica Centroafricana, mentre almeno 1milione di congolesi ha cercato rifugio in Uganda.

La RDC è un paese il cui sistema educativo è precario e l’affluenza scolastica è sempre minore a causa delle guerre e della povertà. Malnutrimento, carenza di vaccini, mancato accesso all’acqua potabile e a servizi igienico-sanitari sono tra i fattori che favoriscono il fenomeno della mortalità infantile. Lo stato di vulnerabilità dell’infanzia è alimentato dai fenomeni dei bambini di strada, che rischiano di cadere nella rete della delinquenza, della prostituzione e dei bambini soldato, utilizzati come esche, combattenti o corrieri. Inoltre, nello stato di assoluta povertà, le famiglie impiegano i figli, già dai 5/6 anni, come fonte di guadagno, facendoli lavorare nei campi.

Azione Famiglie Nuove è attiva sul territorio della RDC da molti anni sostenendo il progetto di sostegno a distanza “petite flamme”. Che mira alla promozione umana dei bambini e delle loro famiglie, attraverso percorsi di formazione scolastica con supporto nutrizionale e medico di base. I programmi SAD vengono svolti in 6 quartieri poveri intorno alla città di Kinshasa (Ndolo, Njili Brasserie, Mokali, Mikondo, Masina e Kingabwa) e 2 città (Kikwit e Idiofa) a est del Paese.

L’arrivo di Papa Francesco è per la popolazione della Repubblica Democratica del Congo, ma anche del Sud Sudan, un segno di grande speranza per un miglioramento della loro attuale situazione. Il contributo di pace che entrambe le popolazioni attendono da anni è sicuramente un passo più vicino dall’essere realizzato anche grazie al grido che il Papa ha lanciato durante questo articolato e difficile viaggio.

Lorenzo Fiorillo