STORIE DI INCLUSIONE

Parola di civilista

da | Dic 20, 2021

“Lo ammetto: prima di iniziare questo percorso, del servizio civile ne avevo sentito parlare pochissime volte”. Francesca racconta l’esperienza di volontariato

Conoscevo solo in superficie il progetto “ Fare Sistema oltre l’Accoglienza” di AFN, l’ho trovato un progetto interessante e quando si è presentata la possibilità di lavorarci attivamente, ho deciso subito di coglierla. Ho affrontato comunque il colloquio di selezione con la tranquillità di chi sa che probabilmente non verrà presa. Il Servizio Civile è la scelta volontaria di dedicare un periodo della propria vita alla “difesa, non armata e nonviolenta, della Patria”, in progetti che vanno dagli otto ai dodici mesi.

Questo concetto infatti si basa, tra i tanti, sull’articolo 11 della Costituzione Italiana che vede il ripudio della guerra e la cooperazione tra gli stati. Non sapevo, per esempio, che possono accedervi i giovani dai 18 ai 28 anni, per una sola volta. Durante la formazione generale proposta dall’Ente Capofila “CIPSI” ho imparato che Il Servizio Civile è nato intorno al duemila come alternativa al servizio di leva obbligatorio e rappresenta un vero e proprio modo di aiutare gli altri ma anche un’occasione molto importante di crescita personale.

Il giorno della firma del contratto è stato un momento molto bello, entrare negli uffici di AFN  e rendersi conto di tutto il lavoro che si svolge all’interno e avere la voglia di farne parte, cooperare per un obiettivo solidale, nell’ambito di un progetto secondo me molto importante. Anche se svolta tutta online, la formazione è stata un’occasione incredibile di conoscere tantissimi giovani (eravamo una ventina nella nostra classe) da tutta l’Italia, conoscere i progetti a cui avevano deciso di dedicarsi, le loro ambizioni per il futuro e le esperienze di vita. Con alcuni, i più vicini geograficamente, è nata anche una profonda amicizia di cui sono molto felice e con la maggior parte abbiamo avuto anche l’occasione di incontrarci dal vivo a settembre, nell’ambito del laboratorio di Pace e Futuro, che si è svolto a Barbiana (Toscana) e che è stata un’esperienza formativa anch’essa.

Durante la formazione abbiamo assistito a lezioni di progettazione, cooperazione e comunicazione interpersonale, che ci hanno preparato poi al lavoro vero e proprio in Ente. Più volte mi sono resa conto dell’incredibile opportunità che abbiamo avuto di poter ragionare, parlare e anche discutere di altruismo, pace, cooperazione e valori etici, in un’epoca in cui tutto è veloce e dove questi temi sembrano cose meno importanti. Sembrano, appunto. Conclusa la formazione sono stata immersa nel programma “Fare Sistema oltre l’accoglienza” ed è stato emozionante, finalmente, mettermi al lavoro. Conoscere meglio il progetto e tutte le tante persone che ci lavorano dietro, osservarle, partecipare e poterci mettere anche del mio mi sta permettendo di uscire dalla mia zona di comfort e mettermi in gioco.

Sono passati nove mesi da quella email con la lettera di “accettazione incarico” che ho aperto e firmato con un po’ di preoccupazione tipica delle cose nuove e sono a un po’ più della metà del mio anno di Servizio Civile. Mi auguro che tutti i giovani che come me hanno voglia di mettersi in gioco, formarsi e lasciarsi sorprendere possano scegliere di vivere quest’esperienza. Non ve ne pentirete, parola di Civilista.

Francesca Giuli

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