Albania: unire le forze
Nella notte tra il 25 e il 26 novembre scorsi, un forte terremoto ha colpito la costa settentrionale dellāAlbania, nellāarea della cittĆ di Durazzo. Ad oggi si contano almeno 47 morti, 600 feriti e migliaia di sfollati, ma sembrano essere molte le persone ancora sotto le macerie. Il sisma ha prodotto danni enormi, edifici crollati e centinaia di persone senza tetto, ed ĆØ stato avvertito in altre zone dellāAlbania e della costa adriatica.
La comunitĆ locale dei Focolari e il Coordinamento Emergenze del Movimento, AFN, AMU ĆØ impegnata insieme alla Caritas Albania, alle Caritas diocesane, alle parrocchie e ad altre famiglie religiose nel mappare il territorio per censire case, scuole, chiese ed edifici danneggiati, e nel pianificare interventi coordinati. āSiamo insieme con la Caritas e le altre realtĆ e, come sempre, operiamo insiemeā fanno sapere da Tirana. Una particolare attenzione ĆØ dedicata ai villaggi e alle aree lontane dai più grandi centri urbani ā sconosciute ai media ā che pure hanno subito danni significativi. āCreare ponti, favorire canali di comunicazione, mettere in rete esigenze e risorse ā sottolineano ā ĆØ una prioritĆ condivisaā. Forme di sostegno concreto da parte del Movimento dei Focolari, si attuano nel dare accoglienza alle famiglie e alle persone che non possono rientrare nelle loro case danneggiate, offrendo alloggio presso abitazioni di altre famiglie in zone non colpite dal sisma. Si offre anche la possibilitĆ di effettuare una stima tecnica dei danni subiti. La presenza dei Focolari ĆØ tangibile poi nel prestare assistenza psicologica alle vittime del terremoto, che risentono anche dello stato di allerta continuo dovuto al perdurare delle scosse. SolidarietĆ ĆØ stata manifestata dai centri dei focolari in Macedonia e anche i giovani del Movimento si stanno attivando per portare aiuto. CāĆØ la chiara consapevolezza che uno sforzo corale di coordinamento ĆØ la prioritĆ di questi primi giorni di emergenza, mentre nei mesi futuri seguirĆ lāesigenza di strutturare un piano di ricostruzione.
Anche Papa Francesco ha inteso esprimere la sua vicinanza spirituale e il suo paterno sostegno nei confronti delle persone e dei territori colpiti: āSono vicino alle vittime, prego per i morti, per i feriti, per le famiglie ā ha detto allāUdienza generale di mercoledƬ 27 novembre ā Che il Signore benedica questo popolo a cui voglio tanto beneā.
