Viviamo in un tempo che ci spinge costantemente verso l’individualismo, a misurare il valore delle cose in termini di successo personale. Intanto, intorno a noi, le guerre si moltiplicano, i diritti vengono violati, le disuguaglianze si amplificano e la violenza rischia di diventare normalità. In questo contesto, scegliere di essere collettività è un atto radicale.
Per questo AFN, insieme a ForumSaD e ad altre associazioni aderenti, continua a sostenere la campagna “Per Gaza: una Rete che Cura — la solidarietà è un atto collettivo”, nata per offrire un aiuto concreto alla popolazione attraverso due interventi urgenti: le Tende Educative nella Striscia di Gaza e il sostegno sanitario all’Ospedale di Gerusalemme e alle strutture mediche palestinesi.
Oggi vogliamo condividere un aggiornamento sul progetto sanitario promosso insieme a GSI Italia. La Campagna Sanitaria per la Palestina, avviata da GSI Italia circa tre mesi fa, sta raccogliendo una partecipazione crescente da parte di cittadini, operatori sanitari e donatori. Ad oggi sono stati raccolti oltre 30 mila euro di contributi economici e sono stati immagazzinati farmaci e presidi sanitari per un valore superiore ai 150 mila euro. Ma non solo: medici, infermieri e professionisti sanitari stanno mettendo a disposizione le proprie competenze per sostenere il personale palestinese, sia attraverso future missioni sul campo — quando sarà possibile accedere ai territori — sia tramite attività immediate di formazione e consulenza a distanza.
Proprio in questi giorni prende avvio una nuova fase della collaborazione: medici e formatori infermieristici italiani che hanno aderito alla campagna stanno iniziando percorsi di supporto da remoto rivolti a infermieri, riabilitatori e medici palestinesi. Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, rappresenta il primo avamposto sperimentale di questa rete di cooperazione sanitaria, alla quale potrebbero presto unirsi altre strutture ospedaliere della Striscia e della Cisgiordania.
In un territorio segnato dalla distruzione delle infrastrutture sanitarie, dalla scarsità di strumenti diagnostici e dalla difficoltà di accesso alle cure, la telemedicina diventa molto più di una soluzione tecnica. È una forma concreta di prossimità. È il modo per dire ai sanitari palestinesi che non sono soli.
Attraverso consulenze specialistiche, formazione online e supporto clinico a distanza, la campagna prova a mantenere aperto uno spazio di cura e relazione, nonostante l’isolamento imposto dalla guerra. GSI Italia porta con sé un’esperienza trentennale negli interventi sanitari e nelle emergenze internazionali. Inoltre, grazie al rapporto diretto con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, guidato dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, l’organizzazione può contare su un interlocutore locale autorevole e radicato nel territorio. Questo collegamento consente di individuare i bisogni sanitari prioritari, coordinare gli interventi sul campo e garantire una gestione trasparente ed efficace degli aiuti.
Accanto al sostegno sanitario, la campagna continua a supportare anche le Tende Educative promosse da CISS nate per offrire spazi educativi e di supporto psicologico ai bambini e alle bambine della Striscia di Gaza, privati del diritto all’istruzione. In un tempo in cui tutto sembra spingere verso la chiusura e l’indifferenza, scegliere la solidarietà significa continuare a costruire legami, cura e responsabilità condivisa. Per Gaza, oggi più che mai, la solidarietà è un atto collettivo.
