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Notizie dal Libano

Notizie dal Libano

“Ed eccoci di nuovo sotto lo spettro della guerra”. – Ci scrivono dal progetto in Libano. “Le nostre famiglie del Sud Libano si ritrovano ancora una volta nella paura e nell’angoscia, mentre la popolazione del Sud, che ha subìto il flagello della guerra nel luglio 2006, ha ancora in mente le immagini della guerra e della distruzione. Molti hanno lasciato le loro case e i loro villaggi, soprattutto le donne e i bambini, e si sono rifugiati sulla costa meridionale, verso Tiro, o nei sobborghi di Beirut, o nel nord o ancora nei villaggi di montagna, presso parenti o amici.

Gli uomini sono invece rimasti nei villaggi per sorvegliare le case.

Abbiamo già incontrato alcune di queste famiglie che sono venute a trovarci. Per loro è tempo di raccolto, ma anche di semina. Ma gli uomini non possono uscire nei campi perché è rischioso: le granate cadono tutt’intorno. I bambini avevano appena ripreso le attività dell’anno scolastico e purtropo hanno dovuto andare lontano da casa, lasciare la scuola.

Le famiglie sfollate non hanno portato molte cose con sé e si sentono a disagio dove si trovano ora, anche se vengono accolte bene.

Nella foto vediamo il lavoro nei campi nella regione sud del Libano e come vivono ora quanti stanno lasciando il Sud. In un appartamento di 2 stanze dove vivevano 6 a malapena ora sono più di 10, poiché hanno accolto il resto della famiglia: il fratello con la sua famiglia e la mamma.

Siamo in contatto con il parroco della parrocchia di Kaouzah e Debel, il quale ci dà notizie sulla situazione delle famiglie rimaste e ci avvisa quando ci sono famiglie in partenza, affinché ci mettiamo in contatto con loro.

Abbiamo già fornito aiuti di emergenza:  cibo, denaro, vestiti e medicinali. Faremo delle visite per star loro vicini e cercare di capire quali sono i loro bisogni.

Anche noi  ci mobilitiamo per pregare e digiunare per chiedere la pace, con i nostri allievi e tutta la comunità dell’IRAP e di Aïn Biacout.

Che Dio accorci questi giorni di dolore e protegga il nostro Oriente e il mondo.

Vi terremo al corrente della nostra situazione”.

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