Azione Famiglie Nuove

STORIE DI MONDIALITÀ

Un regalo grandissimo

da | Giu 30, 2023

“E’ una grande fortuna ritornare per la seconda adozione in Vietnam ed è una grande fortuna pensare di poter regalare ai bambini questa emozione: il ritorno nel loro Paese e la possibilità di vedere i posti in cui sono cresciuti”. – Chiara e Costanzo raccontano come in occasione dell’incontro con il loro secondo figlio, sono ritornati  in Vietnam facendo visita all’istituto dove è cresciuta la prima figlia. – “Eravamo entusiasti di questa cosa anche perché conoscendo Benedetta sapevamo che l’avrebbe presa molto positivamente. Sarebbe stata un’occasione bellissima  poterla riportare nell’Istituto dove è cresciuta, tornando  in Vietnam per accogliere un nuovo fratellino.

Ne abbiamo parlato con lei, dicendole che ci sarebbe stata la possibilità di rivivere i momenti che noi le abbiamo sempre raccontato attraverso l’incontro con il fratellino e che, se le avesse fatto piacere, avrebbe potuto incontrare le tate dell’istituto. Lei ha recepito tutto con molto entusiasmo e ci ha detto “si si si!”. In più  le abbiamo chiesto se avesse qualche desiderio particolare e lei dopo qualche giorno (si è presa un po’ di tempo per riflettere) ha detto: “io vorrei vedere il mio lettino”.

Siamo partiti. Benedetta era felicissima: aveva parlato con la sua classe e con le maestre del  suo imminente ritorno in Vietnam, che era il suo Paese (io lo definisco la sua culla), e quindi ha raccontato a tutti di questo viaggio e che non vedeva l’ora di partire.

Siamo arrivati in Vietnam  e lei si è riempita gli occhi di tutto quello che ha visto. Dopo l’incontro con il fratellino, che è stato fortissimo a livello emozionale e anche a livello di adattamento perché  dopo i primi giorni in cui ci siamo annusati tutti e quattro, il piccolino ha iniziato a tirare fuori il suo modo di essere che non era quello di un bambino tranquillo e pacato, come ogni bambino, specie nelle prime fasi dell’adozione, ma ha i suoi ritmi, alle volte troppo accelerati, alle volte troppo lenti, a volte troppo oppressivi. Benedetta su questo è stata un po’ traballante, ma dopo qualche giorno dall’incontro con il fratellino, siamo riusciti ad andare in istituto. Avevamo chiesto ad AFN, prima di arrivare in Vietnam, se avessimo potuto fare questa visita e se fosse stato possibile per Benedetta incontrare le sue tate. Tramite AFN che  ha accolto questa scelta, abbiamo potuto entrare al Thi Nghe, istituto in cui nostra figlia ha vissuto per 18 mesi e mezzo.

Quella mattina Benedetta era super felice. Una cosa che mi ricordo benissimo, è che mostrava tutto il suo entusiasmo, tutta la sua emozione, la sua agitazione e mi chiedeva sempre: “mamma ma quando mi vedranno le tate, mi chiameranno Benedetta o Phuong Linh? Perché loro mi hanno conosciuto con questo altro nome”. Questa era la sua domanda e la sua grande apprensione, di come sarebbe stata chiamata.

Siamo arrivati davanti all’istituto, era molto agitata. Si era voluta mettere un vestito bellissimo, i capelli lisci secondo un suo modo naturale di essere se stessa. Siamo entrati e subito abbiamo incontrato la tata Len, il cui nome è una parte di quello vietnamita di Benedetta (Linh). Benedetta si è un po’ impanicata, perché quando l’hanno vista l’hanno cominciata a chiamare Phuong Linh, ma non si è spaventata. A lei ha fatto tanto piacere che la chiamassero in quel modo. Nonostante avessimo la referente che ci traduceva, le emozioni l’hanno lasciata senza parole. Poi la tata ha capito che era in imbarazzo e se l’è presa in braccio e l’ha abbracciata. Ed è lì che c’è stato un momento importante e mi vengono ancora le lacrime a pensarlo.

La tata Linh ha abbracciato in modo caloroso Benedetta e l’ha tenuta per tanto tempo in collo per farle capire che si ricordava di lei ed era felice di averla rivista e che le voleva tanto bene. E in quell’abbraccio Benedetta si è abbandonata. L’ho vista  inerme, si faceva stringere e coccolare, nonostante abbia sempre in genere tanta difficoltà ad abbracciare persone che non conosce, perché anche se era la sua tata non se la ricordava fisicamente.

Penso che più di quell’abbraccio non ci siano tante parole. Siamo stati lì diverso tempo. Avrei voluto farle vedere il lettino da vicino, come aveva chiesto, ma purtroppo per via del covid  l’entrata all’interno delle stanze non era concessa.

Dopo questo momento di forte emozione, Benedetta ha lasciato dei regalini per i bambini. Di sua scelta aveva detto in Italia che avrebbe voluto portare dei vestitini suoi da lasciare in istituto ai bambini. Perché dai nostri racconti aveva saputo dei vestititi belli che vengono regalati ai bambini e che poi sono indossati da loro per andare via con la mamma e un papà. Abbiamo portato inoltre caramelle, giochi e tutto quello che siamo riusciti a far entrare nella valigia e anche qualcosa da mangiare. Inoltre sono stati acquistati dei prodotti grazie ad una raccolta fondi fatta da famiglie adottive di AFN realizzata in occasione del battesimo dei loro figli e destinata ai bambini e ragazzi dell’istituto  che presentano gravi disabilità e non possono contare sulla possibilità di una adozione.

E’ stato bello quando davanti a noi hanno aperto i dolci e sono venuti vicino per ringraziarci, un momento di gioia immensa e profonda, difficile da raccontare. Quando siamo usciti dall’istituto è entrata una macchina con 2 tate che hanno riconosciuto Benedetta ed erano contente di averla vista. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare anche un’altra tata  che non lavora più nell’istituto ma che ci è venuta comunque a salutare. Tutte mi hanno passato un messaggio, che probabilmente molte volte si trascura, ma che è fondamentale per i nostri bambini: “quello che tu hai fatto è stato un regalo grandissimo. Sia per noi, perché in genere i bambini non ritornano più nel  proprio paese di origine, se non  quando raggiungono la maggiore età e hanno il desiderio di tornare nel loro Paese, ma noi non ci siamo più a lavorare essendo passato tanto tempo. Riuscire a vedere questi bambini, come sono andati avanti nella vita, come stanno bene è una gioia infinita perché per noi sono come figli, li abbiamo cresciuti, abbiamo dato loro amore, attenzioni e cure. Il regalo poi che tu hai dato a tua figlia è immenso perché le hai fatto capire che anche prima di voi, è stata amata. E che questo amore è vero, perché glielo avete fatto toccare con mano. Oggi venendo qui in istituto le avete fatto conoscere  quello che è stato il nostro amore nei suoi confronti. E per un bambino sapere di essere stato amato anche prima dei suoi nuovi genitori  è un’immagine che lo rasserena tanto. Perché a volte  prima di noi per loro c’è un grande vuoto. Il ritorno anche in età così piccola, ma in cui comunque sono in grado di comprendere quello che stanno vivendo, li aiuta a mettere dei tasselli al posto giusto. Ci sarà sempre un abbandono che dovranno elaborare però è anche vero che, se loro sanno e vedono con i loro occhi di essere stati cresciuti, curati e amati da delle persone vere, per loro è un passo avanti”.

Dopo questo vortice di emozioni, ho chiesto a Benedetta quali fossero i suoi sentimenti.  E lei mi ha detto: “mamma, io sono felice perché ho visto quello che ho visto nelle foto”. E poi, a sorpresa, mi ha detto: “mamma, ma tu hai fatto nuove foto e video di quando siamo stati nell’istituto?” Io le ho detto: “certo, ma perché hai questo pensiero?” E lei mi ha risposto: “perché è stata una cosa bellissima, ed ho paura di non ricordarmela più avanti negli anni, però se ci sono le foto e i video io non lo dimenticherò mai“.

Penso di aver fatto la scelta giusta, insieme a mio marito, di farle fare questa esperienza e mi auguro che tanti genitori che hanno perplessità in merito, si aprano alla possibilità di tornare nel Paese di origine del proprio figlio e di vivere  insieme queste emozioni perché a loro fa piacere. A Benedetta ha fatto piacere che noi ci siamo emozionati, di essere stata  abbracciata, anche se certamente  sono bambini e rispetto a noi adulti, che manteniamo a lungo il ricordo con  pathos, loro metabolizzano presto e passato il momento  voltano pagina subito, ma penso che sono pagine scritte per lei molto bene e che saranno sicuramente un ricordo indelebile.

Chiara e Costanzo

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